PostaRisposta con Adriano Fedeli

Anche oggi do voce agli esordienti. Vorrei che fosse il pubblico dei lettori a scegliere e non la pubblicità, saluti da Claudia Crocioni.Immagine

Adriano Fedeli “Before the first love- prima del primo amore”

Trama:
“In un istituto un bambino e una bambina uniscono le loro solitudini, è la prima stagione della vita di Francesco e Laura, quella prima del primo amore. È da questa stagione che Francesco vuole ripartire per raccontare ad un padre troppo assente tutto ciò che gli è accaduto, da ragazzo e da uomo sposato. Dalla primavera delle speranze no all’autunno delle disillusioni. Ma la lettera, concepita all’uscita dal coma dopo un incidente stradale, il racconto di quelle stagioni disegnano, pagina dopo pagina, il possibile inizio di una nuova vita.”
 

PostaRisposta con Francesco Primerano e “50 years of rock”

Oggi mi hanno scritto ben due autori e questo mi rende veramente felice, vuol dire che la mia iniziativa piace ed è apprezzata, proprio a questo proposito vorrei suggerire a certi gruppi Facebook di comportarsi in modo più elastico. 

Mi chiedo: Che senso ha aprire un gruppo dedicato a lettori e scrittori e poi … vietare la pubblicazione di articoli riguardanti recensioni di esordienti? 

Insomma, bisogna parlare sempre e solo di Harry Potter?

Bisogna parlare sempre e solo degli argomenti che pubblicizzano sempre le stesse persone?

Aprite i gruppi perché volete la notorietà, volete 3000 iscritti e poi… instaurate una dittatura totalitaria su ogni minimo tentativo di esprimersi all’interno del gruppo stesso con considerazioni riguardo gli argomenti con i quali VOI STESSI intitolate il gruppo.

(A ipocritiiii!!!!)

Detto questo passo la parola attraverso il mio blog a Francesco Primerano facendogli i miei migliori auguri.

 

” Io sono Francesco Primerano e vorrei partecipare all’iniziativa Posta Risposta 
di Claudia Crocioni.
con questa email sto inviando la descrizione di una delle mie opere pubblicate 
con Youcanprint dal titolo”50 years of Rock.Beatles.Pink Floyd.Queen.Vasco 
Rossi & Ligabue”:


Le emozioni che viviamo, i pensieri e le parole che pronunciamo e scriviamo 
quotidianamente nel grande giardino della nostra vita non sono altro che 
preziose perle che custodiamo gelosamente e che nello stesso tempo sfoggiamo 
con grazia e delizia, non sono altro che note poetiche, musicali, artistiche

che noi amiamo accarezzare e vivere fino in fondo…ma quelle stesse emozioni 

 

che noi cerchiamo di vivere in pieno potrebbero essere semplicemente delle 
deliziose ciliegine che gustiamo con piacere, una dopo l’altra…. ..anche in
mezzo secolo di Storia del Rock…nella mitica e favolosa Rock Generation…
Il manuale in questione vuol celebrare piu’ di 50 anni di Musica Rock…. il 
nostro amico e fratello Rock.. il Rock senza tempo…il Rock dei popoli.. il 
Rock che ha siglato intere generazioni di fenomeni, contribuendo a cambiare il 
Mondo nella Cultura, nell’Arte, nel Costume, nella nostra amata Societa’….
In sostanza viene celebrato il Rock che ha visto alla luce leggende, miti ed 
artisti che ci hanno fatto cogliere al meglio le vere e pure essenze della 
nostra preziosa esistenza….
Il libro in questione vuole inoltre mettere a confronto i due Rockers italiani
piu’ amati(Vasco Rossi & Ligabue.)…i tre gruppi Rock inglesi per eccellenza
(Beatles, Queen & Pink Floyd)…ed inoltre le Anime Rock che sorridono alla 
Vita tra le note delle piu’ grandi leggende della Storia … Questo delizioso 
testo si vuole presentare semplicemente come un’interessante raccolta di gocce 
di vita Rock, di magiche note musicali e di soavi pensieri che ci fanno 
comprendere al meglio non soltanto la realta’ della Rock Generation nei suoi 
molteplici aspetti ma anche la vita di ogni singolo attimo… In sostanza sono 
descritte con grande fervore ed interesse le tematiche e le note poetiche, 
musicali, artistiche che hanno rappresentato in pieno l’Era della Rock 
Generation nelle sue migliori espressioni, dai Pink Floyd ai Queen,dai Beatles 
ai Rolling Stones, da Vasco Rossi a Ligabue, dai Led Zeppelin ai Nirvana, dai 
Guns n’Roses ai Radiohead, dai Doors ai Coldplay, da John Lennon a Freddie 
Mercury, dalle leggende Rock senza tempo ai gruppi musicali senza storia, da 
Artisti di grande spessore a quelli di minor rilievo…”

 

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Alienato di Crocioni Claudia Capitolo 1 Pagina 2

Alienato di Crocioni Claudia Capitolo 1 Pagina 2

(…)

La mia muscolatura era priva di fibre intermedie, possedeva solo le rosse e le bianche. Vivere per me non era semplice e probabilmente la mia speranza di vita era inferiore alla media.

 

Raggiunsi la cucina dove trovai le mie proteine sintetiche in polvere, delle quali avevo bisogno quotidianamente per placare le vibrazioni involontarie che spesso colpivano i miei arti. Ne presi due cucchiai, bevvi un succo di frutta freddo e mangiai una salsiccia della sera prima. Avevo lo sguardo addormentato e vago. Più di una persona mi aveva detto che le ciglia così nere davano un tocco orientale ai miei occhi, in quel momento socchiusi. Le mani non formicolavano più e andai a farmi una doccia. L’acqua calda era piacevole e familiare, la facevo scorrere sul viso con gli occhi chiusi e la bocca aperta quanto bastava per poter respirare. M’insaponai la testa, poi feci ricadere il getto sul collo e sui trapezi. Allagai il bagno, cosa alla quale di solito rimediava Greta, non senza lamentarsi copiosamente. Uscii dalla doccia e mi avvolsi la vita in un morbido asciugamano di spugna bianca, afferrai lo spazzolino e il colluttorio e mi sciacquai la bocca tenendo le mani appoggiate al lavandino. Mi guardai riflesso nello specchio, voltando il viso per osservarlo da diversi punti di vista. Proseguii indossando una canottiera e una camicia a quadri, tirai fuori da un cassetto un paio di pantaloni neri e presi le scarpe da ginnastica. Mi munii di casco integrale, chiavi, zaino, giacca a vento e cappello. L’inverno parigino era rigido. Alla fine staccai il gas, poi uscii inchiavando il portone di casa.

 

Alle sei e trenta Boulevard de Rochechouart era già molto movimentata, in fondo era presto per raggiungere l’aeroporto, così mi sedetti sulla mia moto nera ad aspettare con il casco, che m’isolava dal mondo, infilato in testa.

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PostaRisposta Raccolta di poesie di Vittorio Palmieri ! Partecipate anche voi con le vostre recensioni!

Sono contentissima del fatto che la mia iniziativa PostaRisposta abbia già riscosso successo!

ecco dunque l’ospite di oggi nel mio blog, il poeta Vittorio Palmieri.

Vorrei Ricordare a tutti gli scrittori o comunque a tutti gli individui filosofeggianti che qualora avessero voglia di esprimere argomentazioni letterarie sul mio blog ClaudiaCrocioni, io li accoglierò e condividerò le loro idee sui miei canali social.

Ricordate che potrei scegliere di pubblicare il vostro articolo sulla rivista cartacea Tracciati d’Arte.

Non dovete far altro che seguirmi sul blog, e inviarmi un’e-mail a clacro9@aol.com

Sono anche su facebook: Claudia Crocioni

Adesso vi lascio alla recensione di Maria Guidi

“Esattamente come da titolo, questa di Vittorio Palmieri è una piccolissima raccolta di cinque sole poesie, attraverso le quali l’autore cerca di esprimere pensieri ed emozioni.
Sana FolliaAvvoltoioBroccato RossoIntermezzo eViolacea sono i titioli dei componimenti; alcuni di questi, a ben guardare, celano un altro titolo tra le righe, o forse sarebbe più corretto dire che indicano una chiave di lettura per interpretare i sentimenti dell’autore, ciò che egli cerca di far trapelare senza esplicitarlo in pieno.
Confrontarsi con delle poesie è sempre difficile, per il differente modo di sentire che ciascuno ha ma anche per il vissuto che uno si porta dietro, ancora di più risulta difficile quando, come in questo caso, l’autore offre ai suoi lettori solo un piccolissimo spicchio di sé, pochi versi attraverso cui conoscerlo ma che, in ogni caso, non lasciano indifferenti.
Le poesie di Vittorio Palmieri, infatti, sembrano trasudare tristezza e malinconia, dolore e poca speranza nel futuro…
Che sia davvero questo che Palmieri prova o che si sia solo lasciato trasportare da un momento buio non è dato saperlo, ma di certo non si tratta di poesie inutilicome egli stesso afferma introducendole con le parole: Tanto più inutili questi versi di quelli celati nell’oscurità di cassetti e sacri quaderni…, perché le cose inutili si dimenticano un attimo dopo averle lette, mentre i suoi versi rimbombano e lasciano inquieti.” 
(Maria Guidi) –

Alienato. 1 pagina 1 capitolo

Alienato

 “Mi chiamo Greta La Rue, questo è il diario di Alex. Io non sono brava come lui a scrivere ma, per quanto ne so, l’unica cosa di cui spero vorrete scusarlo è il suo arrogante uso della focalizzazione zero, pur avendo scelto un narratore autodiegetico. Tuttavia vi assicuro che questa storia, in definitiva, va letta… va letta in questo modo».

 

PARTE PRIMA.

“La stupidità della frase mi inorridì prima ancora che l’avessi conclusa, ma il potere di una frase non ha alcun rapporto con il suo buontempo o con la logica della sua costruzione. Il mio borbottio da imbecille sembrò piacergli». Conrad

 

 CAPITOLO 1.

SE LA FIAMMA VALE LA CANDELA.

Non sono mai stato un tipo nervoso ma non ho mai sopportato i capelli lunghi. Li portavo sempre ben rasati, cosicché la maggior parte del tempo la mia barba risultava lunga quasi quanto i capelli, formando un tutt’uno con loro. Questo accadeva anche perché, in effetti, non sopportavo neppure di radermi la barba. Solo quando iniziavo a sentirmi prudere il labbro superiore cominciavo a pensare che era l’ora di darci un taglio. Non giudicatemi, in fin dei conti la mia barba era molto scenografica, ripartita in tre diverse sfumature cromatiche dal biondo al castano, perfettamente in tinta con gli occhi verdi dal taglio allungato e bizzarro.

Erano le cinque e trenta del mattino, del freddo febbraio 2033 e stavo vivendo il mio ventiquattresimo inverno. A Parigi il clima era umido e la temperatura rigida. Sdraiato nel mio letto sentivo le mani e i piedi formicolarmi, erano intorpiditi nonostante non avessi ancora freddo. Non avevo alcuna voglia di rimanere fermo in quella posizione, tantomeno di dormire, ma soprattutto ero affamato, quindi scesi dal letto un po’ febbricitante come al solito. La temperatura del mio corpo si aggirava sempre intorno ai trentotto gradi, soffrivo di crampi agli arti ed ero spesso assalito dai brividi. Per una strana malattia dei globuli rossi la mia emoglobina aveva un colore molto scuro ed il sangue, di conseguenza, poteva risultare nero. Questo rendeva la mia pelle tutt’altro che candida, nonostante fossi chiaro, piuttosto la faceva apparire di colore olivastro. Avevo il naso schiacciato perché me lo ero rotto in tre episodi diversi, durante l’ultimo caddi in coma per qualche ora. Il mio cuore era leggermente più grande del normale, la (…)

Continua domani

Invito a tutti gli scrittori e scrittrici esordienti, iniziativa collaborativa PostaRisposta

Buon giorno, belli, cari, vecchi e nuovi amici.

Oggi voglio proporvi un’ideuccia che forse forse vi piacerà. 

Se avete scritto un libro, magari siete poeti, non so … vi prego gentilmente di mandarmi una recensione delle vostre opere, anche una descrizione del vostro lavoro o semplicemente di ciò che vi piace creare nell’ambito editoriale.

Sarò ben lieta di pubblicarlo qui sul mio Blog e di condividerlo in quanti più gruppi possibile, se mi sarà possibile scriverò anche un articolo per voi su Tracciati d’Arte, una rivista cartacea di Ladispoli e dintorni dove ho il piacere di curare la rubrica letteraria.

Non dovete fare altro che seguirmi sul mio blog e inviarmi il materiale all’indirizzo clacro9@aol.com, specificando che volete partecipare all’iniziativa PostaRisposta di Claudia Crocioni.

Un saluto a voi colleghi!

Claudia Crocioni

idea

Ho pensato che il modo migliore per conoscerci sia andare di fretta.

Organizzare qualcosa che non costi nulla ma che contribuisca a creare qualcosa.

Ho pensato di pubblicare una pagina al giorno di uno dei miei scritti, scoprirete nel prossimo articolo quale dei due.

Fra circa un anno, lo avrete letto tutto. Senza spendere soldi, nè tempo.

Se l’iniziativa vi piace, passate parola o semplicemente seguitemi. 

Troverete le condivisioni su Facebook, Twitter e probabilmente Google+

I miei romanzi cercano di fondere una buona dose di fantasia, con spunti di riflessione su temi e problematiche umane.

Per il sociale ci sono i non-fiction e i telegiornali. 

Io vorrei farvi estraniare e contemporaneamente ritrovarvi a vivere lo scopo ludico/meditativo di un buon testo di narrativa.

Buona lettura a tutti.

Claudia Crocioni

Legato ad un’ombra – Notti bianche a Miami

 

Legato ad un’ombra – Notti bianche a Miami

Introduzione al romanzo

“Dovete sapere che io leggo poco. A differenza di quanto si possa pensare io leggo molto poco. E ciò che faccio non si può neanche chiamare lettura, no.

Io sono il virus dei miei libri.

Io il libro lo compro rigorosamente nuovo, è una mia malattia. Lo porto a casa e comincio ad invecchiarlo leggendolo. Spremo il significato e lo bevo avidamente. Se mi piace ciò che espone poi, inizio a sottolineare, a ripetere, a confutare, a verificare, a convincermi. Poi lo riempio di orecchiette, poi ci rido, ci piango, ci esulto e lo mando a quel paese.

Quando io finisco un libro che mi sia piaciuto beh, state certi quel libro è sconvolto, ridotto al lumicino, ha più segni di un galeotto all’ergastolo.

Nessuno vuole in prestito i miei libri (letti) e nessuno vuole prestarmi i suoi, ovviamente. Allora potete immaginare quanto sia arrabbiata io, che non trovo la mia copia delle Notti Bianche di Dostoevskij.

Io sono una distratta. La lettura per me è vertigine e pugnalata contemporaneamente, quindi no, non sono una che legge troppo, ormai.

Però a quindici anni mi è capitato fra le mani lui, Fëdor. Anzi Dostoevskij, perché molti editori non scrivono più neanche il suo nome di battesimo sulle plurime ristampe; cosa importa!? Non gli servono a quest’autore due segni linguistici che lo identifichino, gliene basta uno, il cognome.

Questa mia storia, è un omaggio a Dostoevskij.

Per me è stato una sorta di scherzo leggere i suoi romanzi, specialmente la prima volta. Egli, a mio avviso, ha scovato tutte quelle che sono le vere e genuine isterie e debolezze dell’animo umano.

Le domande universali che ogni uomo di un certo spessore psicologico si pone.

Il Complesso primordiale, le manie che si sviluppano nella mente quando dopo esser nati in uno stato di natura, ci si ritrova immersi nella società moderna. E il giudizio di questa società che ci opprime sin da piccoli, e fino ad anziani ci accompagna.

In questo senso fra diciannovesimo e ventesimo secolo poco o niente è cambiato.

Egli ha descritto l’inconsistenza di ogni singola pippa mentale umana, nient’altro che fittizia inutilità di fronte ai fini ultimi della nostra vita, capace eppure di raggiungerci e farci affogare e annaspare.

I doveri, la religione, credere a Dio o in un dio, per bisogno di salvezza.

La costruzione di una gerarchia di valori come un alveare che spazia dagli oggetti materiali, ai soldi, ai ranghi sociali e poi politici e religiosi.

Il nostro relazionarci a questo insopportabile “altro al di fuori di noi”.

Il lavoro umano, la manodopera, il microcosmo dell’ambiente di lavoro, dei parenti, degli amanti, dei fantasmi, degli spiriti che ci spifferano all’orecchio odiosi suggerimenti di ribellione e diffidenza.

Noi uomini siamo un misto fra gli animali e qualcosa di superiore. Uno scherzo della natura che mira all’eternità, che mira all’immortalità; ma che in fondo vive per le piccole cose. Oh sì, per le piccole cose viviamo e non per quelle grandi.

La sofferenza, la semplicità della nostra mente, il senso di colpa, il rimpianto, il rimorso.

“Dostoevskij ha intuito” pensai.

Una vita non basta a raggiungere il livello di sincerità e di trasparenza Dostoevskijana, no signori.

Io credo fermamente che alcune persone siano predisposte più di altre ad accostarsi al nocciolo delle questioni umane.

Alcuni hanno il talento della visione, della sensibilità, dell’intelligenza sfrenata, del capire per primi, della coscienza, dell’arrivare in tutti quei luoghi oscuri e lontani della nostra natura, spazi freddi e isolati, ostili e impenetrabili. Sono spazi per pochi eletti, i luoghi della mente. Ed in questo senso Dostoevskij era un eletto che ha saputo coniugare a questa incredibile capacità percettiva, un grande talento per la narrazione e la creazione di romanzi che sono ora mai a dir poco immortali.

E allora io gli dedico una storia, che sia uno specchio delle sue. Dove io possa giocare a fargli da sosia e spendere scrivendo qualche notte bianca, da condividere anche con altra povera gente, dove si parla di umiliati e offesi, e soprattutto che serva a far riemergere le mie memorie dal sottosuolo e così via.

Non starò qui ad elencarvi tutti i luoghi del romanzo che lo richiamano, e neanche vi appesantirò l’introduzione con una sua biografia o peggio bibliografia. Se poi questa storiella avrà fortuna, saranno altri a trovare le congruenze al posto mio.

Oppure potete fare finta di niente e leggere le vicende indipendentemente dal mio omaggio.

In fondo questa storia è lontana dalla fredda Russia di una San Pietroburgo di metà ottocento.

Ci siamo spostati, volando fino in Florida, nella calda Miami di tre anni fa.”

"Lo so per esperienza, vi dico!" Aperto a qualsiasi discussione riguardante il mondo della scrittura, dell'editoria, degli autori letterari di ieri e di oggi, chi più ne ha più ne metta!